In Italia esiste una creatura mitologica di cui periodicamente abbiamo notizia: il Cittadino.

I Cittadini appartengono al regno incantato delle favole, dove corrono liberi per verdi campi insieme a Unicorni e Fenici.

Noi sappiamo che a Natale appare puntualmente Babbo Natale. La Befana invece si manifesta preferibilmente al sei di Gennaio. I Cittadini invece vengono celebrati da una festa mobile chiamata Elezioni.

In occasione di quella festività i Cittadini appaiono ovunque: nei talk show, nelle tribune politiche, sui giornali, nei programmi radiofonici. Esistono persino delle forme artistiche dedicate ai Cittadini quali i cartelloni elettorali, che riportano preghiere e scongiuri volti a propiziarsi queste creature soprannaturali. Si tratta di brevi componimenti, spesso di un verso solo, dal contenuto apparentemente evidente, ma spesso ermetico.

Ad esempio: «Un solo interesse: i Cittadini» viene inteso dal popolino come un voto a vantaggio di queste creature, ma per i sapienti si intende più comunemente come una rivendicazione (mi interessa ghermire i cittadini).

Oppure: «Al servizio del Cittadino» appare a prima vista come una professione di devozione ma per i sapienti è un evidente indicazione di un Cittadino in particolare, del quale l'affiggente si fa servo. Tipicamente quel cittadino è un familiare, tipicamente un familiare in vista, tipicamente un familiare con un travagliato passato giudiziario.

All'antropologo attento non sarà sfuggito che la prossima festa delle Elezioni cadrà fra pochi mesi. Preparate dunque blocchetti per gli apppunti e macchine fotografiche: l'osservazione sta per aprirsi.

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