L’educazione sessuale è una minaccia per la fede. In effetti malati di Aids pregheremmo tutti di più.

Grazie Spinoza.it. Non avrei saputo dirlo meglio.

Leggo qui che:

"Ritorna il Prestito della Speranza promosso dalla Cei. Criteri di accesso meno rigidi causa flop dell’anno scorso, ma su una regola non si transige: è richiesto il matrimonio."

La CEI rimette a disposizione un fondo, ulteriormente rimpinguato a 30 milioni di euro a sostegno delle famiglie bisognose. Le famiglie (ma quelle vere però, formate da un maschio e una femmina sposati e già accoppiati con prole, mica stranezze da gay pride) possono restituire i 6000 euro in prestito in sessanta comode rate, a tasso variabile o fisso, ovviamente molto vantaggiosi rispetto a quelli di mercato.

Mi chiedo: ma perché noialtri dovremmo chiedere a loro soldi e renderglieli con gli interessi quando quei soldi sono già nostri, derivando da milioni e milioni e milioni di ICI non pagata e altri mille sgravi e agevolazioni fiscali?

Da notare però il senso dell'umorismo che la CEI dimostra con garbo. Prestito della Speranza, lo chiamano. In effetti io l'ho finita, la speranza. Qualcuno me ne presta un po'?

A quanto pare il TG5 si è recentemente impegnato in una marchetta a favore dell'Enciclopedia Treccani che verteva sull'affossamento di Wikipedia. Il pezzo sosteneva che questa fosse imprecisa e inattendibile.

Anche trascurando il fatto che da un'enciclopedia pagata zero euro non è lecito pretendere nulla, al contrario di quanto è lecito fare con un'altra del costo di svariate migliaia di euro, fa piacere ricordare che la prestigiosa rivista internazionale Nature ha precedentemente svolto uno studio comparativo fa Wikipedia e l'Enciclopedia Britannica. I risultati?

Wikipedia è assolutamente comparabile alla Britannica a meno di poche ininfluenti differenze. Ovvero: certo che esistono voci incomplete, inesatte o faziose, ma in percentuale contano così poco che Wikipedia nel complesso si può considerare un progetto riuscito!

Tuttavia a questa considerazione, già sufficiente a invalidare il servizio del TG5, ne va aggiunta una seconda, ancora più interessante a mio avviso. Wikipedia è un progetto spontaneo che nella caotica rete riesce ad autosostenersi, a organizzarsi e a mantenere una considerevole organicità e complessità. Questo non lo nota mai nessuno.

Gli unici fenomeni paragonabili per sforzi profusi sono i vari social network, Facebook in cima alla lista. E non è che su quelli i contenuti invece siano sempre eccellenti, anzi.

La marchetta del TG5 ha insomma tutto il sapore dell'ennesimo tentativo di colpire chi fa bene, nel metodo più ancora che nel risultato che già è eccellente, al solo scopo di favorire chi punta a mercificare tutto, incluso ciò che merce non è: il sapere.

Quando ho letto "Noi saremo tutto" di Evangelisti ho provato un brivido lungo centinaia di pagine. Il sindacato padronale è un controsenso in termini, ma certamente è la più efficace delle armi di cui un'azienda possa dotarsi. Sempre che ci riesca, naturalmente.

Ma forse, a ben pensarci, dotarsi di un sindacato è una mossa inefficiente e dispendiosa, soprattutto se paragonata all'enorme vantaggio che si ha nel appropriarsi di uno, o più di uno, già avviato.

È quello che succede sostanzialmente oggi in Italia, col nuovo contratto della FIAT. Leggo su Repubblica una sintesi delle condizioni di lavoro e mi sembra di leggere il libro di storia delle scuole medie in cui si racconta la condizione dell'operaio ottocentesco nelle fabbriche mosse dal vapore del carbone.

Turni di lavoro da 10 ore, con possibilità di aggiungerne un'undicesima, per un totale di 120 ore di straordinario l'anno. Pausa pranzo di mezz'ora e un'altra mezz'ora suddivisa in tre intervalli da 10 minuti. Primo giorno di malattia non pagato se questo cade in prossimità di un giorno festivo. Per concludere, se scioperi contro il contratto, il contratto stesso prevede il tuo licenziamento.

I rappresentanti dei lavoratori vengono nominati dal sindacato e non più eletti. Se il sindacato sciopera, questo privilegio gli viene rimosso. Ma i sindacati non sciopereranno. Anzi, hanno già sottolineato gli aspetti positivi del contratto, come i 3700 euro lordi all'anno a compenso dello straordinario.

Chiaramente il problema di questa FIAT in crisi perenne è sempre e soltanto il lavoratore sfaticato e assenteista, mai la politica aziendale, mai il mercato saturo, mai i modelli di auto demenziali e dai costi esorbitanti. Il lavoratore ha sempre meno potere eppure decide le sorti di un'intera azienda sotto gli occhi inermi del povero amministratore delegato.

Io, fossi in Marchionne, penserei alla riconversione di una buona parte degli impianti sull'eolico, magari anche per esportare all'estero. Voglio dire: questa globalizzazione dei mercati non significa solo maggiore competizione, a discapito dei lavoratori. Significa anche nuovi mercati disposti a comprare. Se in italia di vento ne abbiamo poco per via degli Appennini, altrove ne hanno molto di più. E questa è solo una delle idee.

I sindacati invece dovrebbero vergognarsi, non tanto di questo accordo indefinibile, quanto del fatto che nel corso degli anni hanno difeso un fantomatico diritto al posto di lavoro, quasi potesse rimanere immutato nel tempo. Avrebbero invece dovuto difendere il diritto ad una formazione permanente che consentisse ai lavoratori di diversificare le proprie competenze e ricollocarsi come se nulla fosse, in modo da non essere prede grottescamente deboli di un mercato al collasso terminale.

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