Ho l'obbligo di premettere che non sono un esperto di economia, nemmeno a livello dilettantesco. Sono invece uno scrittore e proverò quindi a raccontare una storia. Nel far ciò, potrei collezionare un mare di idiozie ed è giusto che chi legge lo sappia. Accordatoci su questo, possiamo cominciare.

La famiglia del signor Teodoro e della signora Ellade ha tre figli: Patroclo, Elena e il giovane Achille che sta per compiere diciotto anni. Patroclo ed Elena sono studenti bene intenzionati, non prendono sempre il massimo dei voti ma hanno un rendimento costante. Achille invece ha un debole: come si dice, un tallone d'Achille. È sconsiderato, spende tutto quello che i genitori gli passano e pretende sempre di più. Conseguita la patente di guida, riesce non si sa come a farsi regalare una moto nuova di zecca. Appena uscito di casa investe il cane di un vicino, quindi sbaglia una manovra e sfonda a tutto gas la guardiola del condominio dove la povera famiglia risiede. Benché Achille sia maggiorenne, i genitori pagano tutti i danni, per salvare il buon nome della famiglia.

Intanto Patroclo ed Elena si diplomano e si iscrivono all'università. Patroclo studia ingegneria, Elena si sente portata per la medicina.

Achille, che a diciott'anni compiuti è ancora in quarta superiore, non si dà per vinto. L'incidente con la moto è stata una sfortunata coincidenza. Con un'auto andrà sicuramente meglio. Di fronte al rifiuto dei signori Ellade e Teodoro di comprargliene una, ruba una bella spider assieme a un amico. Si lanciano subito in una folle corsa per il circondario e per poco non investono i bambini in uscita dall'asilo di fronte, poi devastano le fiancate di quasi tutte le auto parcheggiate sotto casa, per divellere infine il cancello d'ingresso del condominio. I danni sono enormi. Ancora una volta i signori Ellade e Teodoro tentano di far fronte allo sfacelo, ma questa volta è troppo e dal momento che l'auto è stata rubata l'assicurazione non pagherà un centesimo.

Allora Ellade e Teodoro si rivolgono al condominio chiedendo un poco di solidarietà, ma il condominio risponde a muso duro: perché dovremmo farci carico noi dei danni che avete fatto voi? Le nostre auto sono da riparare e il cancello non si chiude più. Rimediate!

Ellade e Teodoro sono disperati, questa volta non riusciranno a pagare. Siccome al condominio conviene prendere ciò che può prendere, l'assemblea propone un compromesso: i danni verranno dilazionati nel tempo, maggiorati di un interesse. Per coprire quegli interessi la famiglia di Ellade e Teodoro dovrà però fare come dice il condominio. Ellade, che è già in pensione dopo una vita da impiegata, si occuperà della guardiola, versando anche un terzo della pensione. Teodoro invece lascerà il suo lavoro e si farà carico della manutenzione, aiutato dal figlio Patroclo, ormai vicino a completare gli studi d'ingegneria che di certo gli torneranno utili per riparare l'impianto elettrico e gli ascensori. Invece Elena, che studiando medicina se ne intende di prodotti chimici, sarà addetta alle pulizie.

Achille, che da bambino tutti chiamavano pie' veloce per quanto correva, dal canto suo pensa bene di scappare di casa, evitando così di subire conseguenze in prima persona.

Passati quattro anni la situazione sembra destinata a precipitare. I pochi soldi che Ellade, Teodoro, Patroclo ed Elena riescono a raccimolare lavorando per il condominio non sono nemmeno sufficienti a coprire gli interessi, che continuano ad aumentare, nel malcontento condominiale. Ma di consentire ai quattro la ricerca di un'occupazione altrove, magari più consona alle loro competenze e capacità, il condominio non ne vuole nemmeno sentir parlare. Figuriamoci, dicono in assemblea, se vi lasciassimo fare di testa vostra, spendereste tutti lo stipendio in vacanze e crociere, lasciando noi condomini con un palmo di naso!

Uscendo di metafora, questo è più o meno il modo in cui ho capito la crisi greca. Un gruppo di speculatori e politici in cerca di ampi consensi, qui rappresentati da Achille, ha gestito per decenni la cosa pubblica greca come se fosse cosa propria, procurando un dissesto strutturale, eliminando ogni possibilità greca di autosostentarsi e creando un consistente debito che è andato crescendo negli anni.

Il condominio, ovvero l'Europa, ha preteso di essere risarcito, disinteressandosi però della questione politica, ovvero del perché il giovane e per nulla saggio Achille abbia potuto produrre un simile disastro senza pagarne le conseguenze. In fondo è questo che si fa in assemblea di condominio: non si cerca di dare un indirizzo alla vita in comune, si cerca solo di far quadrare i conti e di spremere al centesimo gli insolventi. In realtà anche gli altri condomini hanno figli scapestrati: in fondo Achille non ha rubato l'automobile da solo. Ma i figli degli altri sono stati più furbi e almeno per ora non si sono fatti scoprire. Così il condominio può fare la voce grossa in assemblea e dire: solo voi siete la pecora nera, imparate a comportarvi come si deve e ridateci i nostri soldi.

Il resto della famiglia, ovvero Ellade, Teodoro, Elena e Patroclo, sono i lavoratori e i pensionati greci che, senza nulla aver determinato nello sfascio strutturale del loro paese si trovano oggi a fronteggiare un debito impazzito, aumentato dal 130% al 170% del PIL nei soli anni quattro anni dell'austerità condominiale. Non hanno neppure l'opportunità di azzardare una strategia politica, sia essa industriale, terziaria o quant'altro e si sentono schiacciati fra la prospettiva di vivere in miseria prigionieri del condominio oppure dover vendere la casa (uscire dal condomino europeo) e andarsene da qualche altra parte a cercare miglior fortuna.

A questo punto io mi faccio una domanda: se la famiglia di Ellade e Teodoro fosse davvero costretta a lasciare il condominio, non potrebbe rivelarsi un precedente assai pericoloso? Achille non è l'unico combina guai del palazzo e anche altre famiglie potrebbero presto esserne scacciate. E quando, prima un terzo, poi metà degli appartamenti rimarranno vacanti, cosa sarà del condominio? Che immagine darà di sé? Quella di un esperienza riuscita o di un esperimento da non ripetere? E i condomini impareranno una buona volta a convivere al di là delle buone maniere di pianerottolo, oppure continueranno ad augurarsi a vicenda ogni male, fra ipocriti sorrisi, solo per guadagnare un migliore posto auto?

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